Recupero seminterrati. Nuova legge in Lombardia

Recupero seminterrati
Seminterrato

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato una nuova legge per il recupero dei locali seminterrati esistenti.

In altre parole, gli spazi “il cui pavimento si trova a una quota inferiore, anche solo in parte, rispetto a quella del terreno posto in aderenza all’edificio, e il cui soffitto si trova, anche solo in parte, a una quota superiore rispetto al terreno posto in aderenza all’edificio” potranno essere abitabili e quindi usati come appartamenti.
A tale fine, è possibile derogare dal vincolo dei 2,70 m dell’altezza interna obbligatoria per gli usi abitativi, poiché per i vani seminterrati l’altezza minima ammissibile è di 2,40 m.
Resta ovviamente l’obbligo del rispetto dei requisiti igienico sanitari previsti dal regolamento edilizio e di igiene del comune di riferimento e la necessità di garantire l’idonea areazione e illuminazione. E' consentito però di ricorrere alla ventilazione e all’illuminazione artificiale qualora la superficie finestrata non sia sufficiente.

Sarà possibile procedere al recupero dei seminterrati solo se sono stati realizzati anteriormente all’approvazione della legge, nel pieno rispetto della normativa e sono localizzati in immobili già serviti da tutte le urbanizzazioni primarie (utenze e strade).

Per quanto riguarda invece gli immobili costruiti successivamente, si potrò recuperare il piano seminterrato solo se saranno decorsi almeno 5 anni dalla loro costruzione, analogamente a quanto è previsto per i sottotetti.
I vani e i locali seminterrati non potranno essere oggetto di cambiamento di destinazione d’uso nei dieci anni successivi al conseguimento dell’agibilità.

E’ fissato un termine di 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, entro il quale a ciascun comune lombardo resta la facoltà di disporre l’esclusione di parti del territorio dall’ambito di applicazione della legge, per esigenze di tutela paesaggistica o igienico-sanitaria, rischio idrogeologico e difesa del suolo. Restano in ogni caso escluse quelle parti di territorio che sono interessate da operazioni di bonifica e dove siano presenti fenomeni di risalita della falda acquifera. I Comuni potranno aggiornare gli ambiti di esclusione anche dopo la scadenza dei 120 giorni, qualora in presenza di nuovi eventi alluvionali o a seguito di specifiche analisi di rischio geologico e idrogeologico.

La Legge, approvata il 28 febbraio 2017 entrerà in vigore on prima di 120 giorni e quindi non prima di luglio.

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